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Ho sognato che perdevo le mie lentine a contatto…
........Non è la prima volta che mi succede e questa storia delle lentine a contatto proprio non mi va giù. Il fatto comincia a stancarmi dal momento che per me sognare di smarrire o di rompere una o, peggio, entrambe quelle piccole stelle lucenti che apostrofano perennemente i miei occhi color nocciola non è solo un fastidio, una rogna passeggera, ma costituisce una vera e propria catastrofe apocalittica! Sì, perché a dire il vero un po’ cecata lo sono sul serio e non mi vergogno ad ammetterlo: senza le mie due piccole appendici di vetro il mondo visto dai miei occhi sarebbe un po’ più piccolo e sfocato. Spero solo che insieme ai cavalli, alle rose rosse, al mare al tramonto, alle opere di Picasso possano offuscarsi anche le stragi e le idiozie che ci mostra quotidianamente la piccola scatola parlante adorna di suoni e colori chiamata TV.
È sempre stato un mio vezzo in verità: modificare l’angolo visuale delle cose per ridisegnarle secondo proporzioni nuove, magari insolite daccordo ma sicuramente mie e soltanto mie. Anche il mio nome, Mara Di Maura, non perfettamente palindromo, sembra la distorsione o lo sberleffo di sé stesso. Proprio come uno scioglilingua esso scivola giù nella gola con un guizzo ironico e sornione diventando un autentico cruccio per tutti gli anni della mia formazione scolastica e liceale. Ormai sono avvezza alla stranezza e alla stravaganza del mio nome e, anche se nessuno mi schernisce più come un tempo, quando i banchi di scuola erano una vera e propria gogna per chi come me ne avesse uno così buffo, ancora oggi mi aspetto sempre che ad un provino qualcuno farfugli il mio nome nel pronunciarlo o che il tipografo lo abbia storpiato nel trascriverlo sul cartellone di uno spettacolo teatrale. Ogni volta che succede... "amen!" Mi dico che è destino e che non posso farci proprio nulla. Mi auguro solo che l’eccentricità del mio nome mi porti fortuna. Poi però ricordo pure a me stessa che la fortuna ce la creiamo ogni giorno con le nostre scelte e con le occasioni che siamo in grado di riconoscere e di cogliere quotidianamente. Solo così ogni nuovo giorno ha il fascino della scoperta, diventa una nuova pagina da sfogliare nel libro della nostra esistenza.
Per quanto riguarda il resto? L’unica certezza che mi anima è paradossalmente il fatto di non avere certezze e di voler vivere ogni giorno della mia vita come se fosse l’ultimo cercando di “riempire l’attimo inesorabile e di dare valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi” proprio come esorta a fare il poeta Kipling.
Non so dove mi condurrà la vita. So solo che adesso la ragazza con la bandana in testa corre nuovamente con la sua bici per i sentieri ripidi e scoscesi della vita ed urla a gran voce di vivere attimo per attimo ciò che l’esistenza ci offre.
Ed io? …Mi affanno per rincorrerla!

Bozzetto di Totò Calì (2005)


IO E LA SCRITTURA CREATIVA

Acquista la mia ultima pubblicazione presso Libreria Mondadori (piazza Roma, Catania)

 

 

Otto racconti impossibili (ma forse no) del Nuovo Millennio. Otto storie tra fantasy e surreale, tra realta' e arcano, intimiste e bizzarre. Un universo di forti emozioni, figure strambe, singolari personaggi. Visioni ad occhi aperti, sogni visionari, viaggi allucinati, desideri insperabilmente appagati, episodi inspiegabili, avventure adrenaliniche in un futuro immaginario. Mondi fantastici e strani aneddoti al limite tra il possibile ed il suo contrario.

Raccolta poetica di Mara e Ruggero Di Maura: "VESTIBOLI" (ed. Photocity, 2016)

Acquista i miei libri precedenti presso Libreria Mondadori Augusta (Sr)

"ALLO SPECCHIO/ L'INGANNO DEGLI ALGORITMI"

due atti unici per il teatro (ed. Photocity, 2013)

DESCRIZIONE VOLUME:

“Allo specchio” è una commedia a due voci femminili in cui, nonostante i temi trattati possano costituire spunto a riflessioni filosofiche - il doppio, il fato o destino, il tempo, le scelte e il sogno come appagamento dei propri obiettivi- il tutto viene affrontato con ironia e leggerezza.

Cambiamo completamente atmosfera con il secondo dei due atti unici, “L’inganno degli algoritmi”, una tragedia. I temi affrontati dall’opera sono ispirati dalla cronaca e sembrano direttamente tratti da quei fatti di sangue cui la televisione ci ha, ahimè, abituati sempre più: l’infanticidio, il raptus e la rimozione. “L’aver visto in tv l’intervista ad una madre assassina” – rivela l’autrice- “ha talmente colpito la mia sensibilità da indurmi a scrivere del tutto di getto in un sol giorno quest’atto unico a due voci il cui enfatico titolo, L’inganno degli algoritmi, usa una metafora tratta dalla terminologia della matematica per indicare l’inganno di una mente e il difficile e doloroso percorso di guarigione su cui è edificato tutto l’impianto drammaturgico.”

"SEDUTA SU UN MURO DI MARZAPANE E UN PUGNO DI FRAGOLE"

raccolta di racconti (ed. Photocity, 2012)

Volume presentato il 4 aprile 2012 alla libreria Mondadori di Augusta (SR)

DESCRIZIONE VOLUME:

Un uomo e una donna, il primo con i piedi per terra, l’altra fluttuante nel cielo. Due figure che si sfiorano in un solo punto, una mano, un piccolo, fragile, punto di tangenza, pronto a rompersi da un momento all’altro. Questa la copertina della pubblicazione di narrativa “Seduta su un muro di marzapane e un pugno di fragole”, raccolta di sette racconti. “Gabbiani su Roma”, così s’intitola il primo racconto, è la storia di un amore che viene vissuto nell’Italia del ’68. “In primo piano ci sono le vite dei due protagonisti, Anna e Vittorio. Nonostante all’inizio la storia assume un po’ de toni pastello, non si conclude con un lieto fine, infatti il finale si tinge un po’ di nero, o per meglio dire di giallo.

Si tratta di testi di narrativa molto diversi tra loro tanto per genere quanto per forma e natura: brevi romanzi, racconti, testi assai vicini al monologo teatrale.   La caratteristica dei protagonisti di tutti i racconti è l’avvicinarsi in un punto dei personaggi che si sfiorano ma poi si allontanano per un motivo o per un altro, ecco il perché dell’immagine di copertina. Nero, azzurro, rosa e viola sono i colori che potrebbero probabilmente meglio di tutti trasferire sulla tela i sentimenti contenuti in queste narrazioni: il nero della cronaca, l’azzurro dell’infanzia e della fiaba, il rosa dell’amore più delicato e spirituale, il viola dell’arte. Il titolo è nato dalla sovrapposizione di una serie d’immagini: la durezza del “muro” (la cronaca), il marzapane delle fiabe, la voce femminile (spesso la prima persona narrante di questi testi è donna), le fragole come frutto gioioso e morbido ma al contempo malizioso (l’amore visto dal punto di vista femminile) Il termine “rifugio”, titolo del racconto che chiude la raccolta, esprime tanto la natura quanto l’obiettivo di tutti questi testi: farsi un piccolo cantuccio personale, un rifugio appunto in cui potersi godere l’incanto che solo la scrittura e la fantasia sanno donare.

"IL SAPORE DEI TRAMONTI "

romanzo di Mara Di Maura ed Ernesto Calogero (ed. Photocity, 2007)

“…credo che già il titolo, di per sé, inviti il lettore a predisporsi alla lettura con animo particolare che suggerisca, a chi inizia a sfogliare il romanzo, di bussare piuttosto che aprire bruscamente per leggere nelle pieghe esistenziali di un individuo un travaglio interiore che, a un certo punto, lo induce a fermarsi e a interrogarsi sul proprio percorso”: queste parole di Giuseppe Malfitano, autore della prefazione, ci danno già la chiave giusta per “entrare” in quest’opera prima di Mara Di Maura, giovane e brava attrice teatrale siciliana, che si cimenta ora anche come autrice, anzi coautrice insieme a Ernesto Calogero, di “Il sapore dei tramonti” Boopen editore.

E’ la storia di un intenso e ininterrotto percorso di vita politica, di un’amicizia vera e profonda che dura nel tempo, della nascita di un sentimento importante per una donna ma è, soprattutto, un inno d’amore verso la propria città, Catania, che è lo sfondo “innamorato”, il palcoscenico su cui si dipanano la maggior parte degli eventi, alcuni dei quali si svolgono invece nella capitale che viene sì descritta con dovizia di particolari ma non con quell’amore profondo e quella conoscenza dettagliata che i due autori dimostrano di avere per la “loro” Catania.

Mara Di Maura ed Ernesto Calogero hanno saputo dare vita a un “pas de deux”, a un racconto a due voci davvero coinvolgente sia per le tematiche scelte che per la fluidità della narrazione che mescola sapientemente i discorsi politici con la storia d’amore e d’amicizia che per l’affiatamento palpabile e affettuoso tra i due autori che affiora, come un sorriso, in ogni pagina di questo romanzo.

PREMI LETTERARI:

Venerdì 28 giugno 2019 a Santa Teresa di Riva (ME) ricevo il Premio "Valle D'Agrrò", indetto dalla UniTre per la "sezione saggistica".

30 ottobre 2016: ricevo una "menzione d'onore" al Premio Internazionale di narrativa "Il Convivio" per il racconto "Una notte".

29 ottobre 2017: ricevo un "riconoscimento di merito" al Premio Internazionale di narrativa "Il Convivio" per il racconto "Lei".

 

Sabato 19 luglio 2014 a Santa Teresa di Riva (ME) ricevo il Premio di narrativa "Giuseppe Cavarra", indetto dalla UniTre in collaborazione con Mondolibri di Roma, per il racconto "Rifugio".

 

 

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